Settembre è un mese decisamente importante per la “politica” e quest’anno lo è, in particolare, per la “politica” della nostra città. In Primavera, infatti, si tornerà alle urne e questo dato dovrebbe ben essere valutato da chi continua a tergiversare disegnando strategie e favorendo solo polemiche e divisioni, dimenticando che è arrivata l’ora dei fatti, delle idee e degli uomini!
In particolare, penso sia importante partire da un programma condiviso, sempre che si cambi radicalmente registro, non riducendo lo stesso ad una sterile elencazione di presunte buone intenzioni o di slogan populisti inutili ed inadeguati al momento. Troppo spesso, infatti, i programmi sono solo un’appendice alla presentazione delle liste e, in brevissimo tempo, archiviati o nascosti nel cassetto meno utilizzato. Sono in linea anche con chi ha parlato della necessità di affidare la guida della città a persone munite di esperienza e prive di alcun sospetto che possa incrinarne immediatamente immagine e credibilità.
Benevento deve cambiare marcia, deve ritrovare emozioni ed energie, favorendo un reale ricambio della classe dirigente che non sia solo un “new-look”, ma, una concreta e sostanziale inversione di tendenza che sappia favorire scelte serie e costruire una alternativa credibile ad una gestione che si è dimostrata arcaica nell’impostazione e vecchia nei metodi.
Bisognerà scegliere, come diceva il saggio, non pensando solo alle prossime elezioni, ma anche al futuro della comunità. Per fare questo ci sarebbe l’utopica necessità di selezionare secondo “storia e merito” quelli che meglio possano interpretare questa scelta, ma, l’attuale confusa e convulsa fase non garantisce affatto un percorso orientato in tal senso.
Si cominci, dunque, a valutare alcuni temi precisi e validi per il nostro territorio e si cerchino le giuste convergenze perché gli stessi si trasformino in progetti esecutivi.
Si riapra ad esempio il fronte dello sviluppo, si dia vita all’agenzia unica condivisa dai più, si faccia un patto contro il malaffare che imponga regole certe, si sottoscriva un accordo generazionale che dia soprattutto ai più giovani certezza dell’oggi ma anche prospettive per domani, si pensi ad una organica e partecipata gestione della città che ne faccia un piccolo gioiello del SUD, si attivino tutte le procedure necessarie per affrontare il federalismo che presto arriverà.
Si punti sulla cultura, attraverso la redazione di un agile piano regolatore che ne disegni scopi ed obiettivi, si attivino iniziative e contatti per incentivare un turismo competitivo e qualificato.
Ci sarebbero tante altre cose da dire e da fare…l’unica in ogni caso da mettere subito fuori gioco è l’inerzia e l’ipocrisia che basa il suo vivere sul trasversalismo degli affari e sul consociativismo degli interessi. Se sacrifici si dovranno fare, che li facciano tutti, in egual misura. Se attenzione dovrà esserci, per prima essa vada a chi ha precarietà di vita, a chi è meno fortunato, a chi si ritrova fuori dai giochi e quindi non è garantito da alcuno.
C’è bisogno di più socialità, e Benevento è sempre stata una città solidale. Si parta, per iniziare, da questo…e da tutto ciò che potrà essere, ovviamente, aggiunto, creando un fronte comune finalizzato a recuperare quell’orgoglio sannita che ridia ruolo e funzione alla nostra città, rendendone i confini molto più ampi e facendola divenire luogo di riferimento per un’area molto più vasta che non quella delle mura…antiche.
Nazzareno Orlando


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